mercoledì 29 ottobre 2008

ultime letture #15

ventisette racconti che parlano della vita di erto, di uomini e donne, di animali e di alberi, anch'essi dotati di anima e capaci di parlare a chi li sa ascoltare.


lunedì 20 ottobre 2008

birra della settimana #06

Nome: Hacker Pschorr
Produttore: Hacker-Pschorr brau Gmbh
Nazione di appartenenza: Germania
Gradazione: 5.50% Vol.
Stile: di Frumento - Weizen/Weisse
Colore: giallo opaco
Bicchiere suggerito:
Note: Dal 1417, la birra Hacker Pschorr, si può cosiderare il fiore all´occhiello delle weiss dell´affascinante città di Monaco di Baviera. Prodotta per il 60% con frumento e per il restante 40% con orzo, il lievito è il catalizzatore e durante il processo di fermentazione (molto lungo), viene mantenuta naturalmente ad una costante temperatura. Il suo colore è il giallo opaco, è torbida e possiede una fine, ampia e soffice schiuma, molto persistente. L´aroma è essenzialmente dolce, fruttato e lievitato ed allo stesso tempo pungente ed aggressivo. In bocca, denota un gusto autentico, armonico, speziato, dolce e fruttato (mele in particolare), con un retrogusto di miele e sentori di affumicatura. E´ una birra rinfrescante ed abboccata, da gustare con amici o, con molta calma, dopo una stressante giornata di duro lavoro, rilassa ed addolcisce il resto della serata. Servita chiaramente in weizenbecker, la si può abbinare a del pesce oppure a formaggi stagionati o piccanti. Una curiosità: il personaggio raffigurato sul bicchiere è Georg Pschorr, proprietario fortunato dell´omonima azienda nei primi anni del 1800
Temperatura di servizio: 6°C



Buona.Questo è il termine che gli abbinerei.
All'apparaenza fà ai più rimanere dubbiosi in quanto la sua corposità torbida lascia, i non esperti, un pò sconcertati.
Non è proprio una vera e propria weiss, come sarebbe canonico vedere, diciamo che rimane una via di mezzo tra una chiara e una weiss.
E' buona molto buona, si sente molto sia il sapore fruttato sia un retrogusto di affumicato.
Bevuta alla spina fresca in un tardo pomeriggio assolato può quasi procurare una sensazione d'estasi.
E' perfettamente abbianabile ai pasti sopratutto pasta e pesce.
In quanto una weiss non se ne riesce a bere in grande quantità, ma comunque le due( tre ) medie che si riescono a bere lasciano perfettamente soddisfatti.
Alla prossima.
Vostro
MB

giovedì 16 ottobre 2008

ultime letture #14

"...quando si va verso un obiettivo, è molto importante prestare attenzione al cammino. è il cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare, e ci arricchisce mentre lo percorriamo..."


coelho racconta il motivo della sua esperienza, ovvero il ritrovamento della "spada": il brasiliano infatti scrive di essere un accolito di un ordine massonico che prende il nome di r.a.m. quest'ordine, costituito da un insieme di circoli con a capo un maestro, si occupa di riti magici chiamati dall'autore "riti della tradizione". egli è giunto al termine del cammino e della serie di prove per divenire mago dell'ordine ma gli manca la ricerca della propria spada di stregone, necessaria per raggiungere la cerimonia finale.
la spada, affidata dal maestro alla moglie dello scrittore, si trova al termine del cammino di santiago che coelho avrebbe dovuto percorrere a partire da saint jean pied de port fino a santiago de compostela, attraversando a piedi i pirenei e una vasta fetta di spagna.
assieme al brasiliano v'è una guida, petrus, un personaggio che ha già compiuto il cammino con la stessa missione. durante il viaggio paulo coelho dovrà affrontare il cane, che è figura del demonio, e dovrà sconfiggerlo. ad aiutarlo in questo vi saranno alcuni esercizi insegnati dalla guida, che fanno parte dei rituali della tradizione.

mah, libro particolare. rispetto al precedente letto sullo stesso pellegrinaggio questo m'è piaciuto di meno, forse proprio per la particolarità del viaggio intrappreso da coelho.

martedì 7 ottobre 2008

birra della settimana #05

torna a grande richiesta la rubrica alcoolica del blog.
riesumo un pezzo del nostro esperto.


Fra le lager tedesche, questa pilsner premium - ottenuta con le tecnica della bassa fermentazione - merita una menzione speciale. Il perché è presto detto: la Warsteiner è una birra assai piacevole da bere e molto digeribile. (mha digeribile sì ma da che parte ??...)

Leggera, di colore giallo paglierino pallido e gradazione alcolica moderata (4,8%), sprigiona un intenso aroma di luppolo accompagnato da una nota di caramella d'orzo.

Al primo sorso si coglie subito un lieve sapore di pane fresco, immediatamente seguito dal gusto persistente e amarognolo del luppolo.
Va servita in calici a chiudere, alla temperatura di 5/6° centigradi e si abbina ottimamente agli antipasti di pesce.
Ma la vera vocazione della Warsteiner è quella di essere gustata senza "altre distrazioni" per coglierne tutte le note delicate.

Fondata nel 1753 a Warstein, nell’alta Renania, la Warsteiner Brauerei è oggi la maggiore birreria privata della Germania.
Un merito indiscutibile della famiglia Cramer, proprietaria della birreria fin dalla sua nascita, è stato quello di unire "tradizione e progresso tecnologico". Mantenendo inalterato il gusto eccellente della birra, leggendaria per la sua "digeribilità", la famiglia Cramer ha automatizzato il processo produttivo, realizzando uno stabilimento a dir poco avveniristico.
mha...se sei costretto a berla per 3gg...ok c'è di peggio..ma come alcune sue compaesane della rhur...insomma non proprio le mie preferite.
però si sopravvive alla degustazione.
MB



Nome: Warsteiner
Produttore: Warsteiner Brauerei
Nazione di appartenenza: Germania
Gradazione: 4,8% Vol.
Stile: Lager light - Pils / Pilsen / Pilsner / Pilsener
Colore: Giallo oro

lunedì 6 ottobre 2008

cinema muto

venerdì 3 ottobre 2008

e sia chiaro...



...se no cazzi vostri

giovedì 2 ottobre 2008

ultime letture #13

un giornalista neozelandese e quattro scrittori italiani ci portano il rugby in casa. e ce lo fanno amare. carlo bonini spiega le leggi del rugby e insegna come capire lo svolgimento di una partita: dai rudimenti, allo stile di gioco. alessandro baricco, cronista a bordo campo, racconta tre partite e la geometria sbilenca di un gioco «fondato su un principio assurdo, e meravigliosamente perverso: la palla la puoi passare solo all'indietro». vincenzo cerami svela i colori di un rugby ruvido e aristocratico, «sport da muratori con tre lauree, da poeti incantati di fronte all'anello di möbius». marco paolini si affaccia da «abusivo» in un allenamento. e spiro zavos ci guida infine alla scoperta dell'intero mondo della palla ovale: filosofia portatile, etica, aneddoti, istruzioni per l'uso, il mito e l'esperienza sul campo.




"...durante gli anni sessanta, in una partita che coinvolgeva gli hornets' third fifteen di weston-super-mare, un pilone delgi hornet scoreggiò mentre si creava una mischia. un'orribile puzza simile a quella che poteva provenire da un cavallo da tiro che aveva appena mangiato un piatto di cipolle impregnò i dintorni. il pilone venne ammonito. ma scoreggiò di nuovo. l'arbitro concesse una punizione contro gli hornet, creando di conseguenza un nuovo fallo nel rugby - la produzione di aria fetida..."