
non un romanzo, ma un insieme delle memorie, dei ricordi di gino strada dei giorni passati nei luoghi di guerra, a curare bambini dilaniati da mine antiuomo, civili e militari colpiti da armi da fuoco e a volte costretti a doversi fare amputare.
si sorprende all'inizio nel constatare assenza di reazione da parte delle vittime, comprendendo poi in seguito che è "la quotidianità della tragedia che rende superfluo ai feriti dalle mine piangere, lamentarsi. è il fatto di aver sempre vissuto in mezzo al terrore e al dolore fisico, di averlo visto negli occhi dei nonni e poi dei padri e delle madri, dei fratelli e delle sorelle maggiori".
"...le guerre, tutte le guerre sono un orrore. [...] non ci si può voltare dall'altra parte, per non vedere le facce di quanti soffrono in silenzio."
- gino strada -















